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 LE PILE


Ogni anno in Italia si consumano 300 milioni di pile a secco che corrispondono a quasi mezzo chilo per abitante. La maggior parte di queste è rappresentata da pile usa e getta impiegate per gli usi più svariati: dagli orologi alle radioline, dai giocattoli alle calcolatrici. La pericolosità di questi tipi di rifiuti è determinata dalla presenza di metalli pesanti altamente tossici quali Cadmio e Mercurio. Tra le caratteristiche ecotossicologiche di questi due metalli ricordiamo: Mercurio: tutti i suoi composti sono tossici per l'organismo umano, per gli animali e per le piante. I danni più rilevanti sono legati al fenomeno di accumulo tramite la catena alimentare per cui l'ultimo consumatore (superpredatore) risulta il più danneggiato. Basti pensare che 1 grammo e mezzo di mercurio può causare la morte di un uomo e 1 grammo, quanto contenuto in una pila a bottone, può contaminare un milione di litri di acqua e 200 quintali di alimenti. Cadmio: estremamente tossico, viene accumulato specialmente nel fegato e nei reni, danneggia inoltre la milza, il cuore e soprattutto il sistema nervoso centrale dando luogo a possibili modificazioni nel comportamento e seri problemi mentali.

Le pile possono essere suddivise in:

a) pile per impieghi di massa

  • Pile alcaline: le pile alcalino-manganese sono le più comuni tra quelle usa e getta insieme alle zinco-carbone; hanno un contenuto di mercurio dello 0,025%.

  • Pile zinco-carbone: contengono meno metalli pesanti nocivi ma hanno un rendimento inferiore del 50% rispetto alle precedenti.

  • Pile "verdi": caratterizzate da maggiori prestazioni e dall'assenza di cadmio e mercurio.

  • Pile ricaricabili: pur contenendo una elevata concentrazione di metalli pesanti, offrono la possibilità di essere ricaricate fino a 1.000 volte.

b) Pile specialistiche: sono le cosidette pile a bottone che contengono fino al 30% in peso di mercurio.

  • Le pile vengono smaltite in discariche speciali. Il recupero è possibile solo per le pile a bottone in cui si recupera il mercurio mentre nessun impianto permette il trattamento delle pile torcia.

 

 

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