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VIDEOINFORMAZIONE
a cura di ARCOIRIS TV |
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Questa sezione
contiene inchieste effettuate dai giornalisti di Arcoiris Tv, sono
filmati inediti che non saranno mai trasmessi da emittenti
televisive, ma potrete vederli solo da web |
02)-
2005: anno del microcredito - Intrecci 2005
I Liguri e il Pacifico - Intrecci 2005
La
lunga notte di Pisanu - La Carica della Polizia in Val di Susa
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Nella notte tra
lunedì 5 e martedì 6 dicembre le forze dell'ordine, verso le 3
di notte, caricano il presidio no-tav accampato nei pressi del
sito destinato ad ospitare i primi lavori di carotaggio. Le
forze dell'ordine aggrediscono gli accampati, sradicano tende
e sgomberano masserizzie. Feriti e contusi, qualcuno finisce
in ospedale. I partecipanti denunciano la gravità dell'evento,
paragonando il gesto alle cariche di Genova 2001 in occasione
del G8. La governatrice del Piemonte, Mercedes Bresso, prende
le distanze dall'evento, svelando le intenzioni del Governo di
strumentalizzare la situazione per mettere in difficoltà gli
enti locali di sinistra. Il tutto accade nel cuore della
notte, senza avvertimenti o tentativi di dialogo. Ma Christian
Nasi insieme ai ragazzi dell'associazione Torinese Acmos,
realtà vicina al Gruppo Abele, sono presenti e riescono a
filmare l'evento, denunciandone la violenza.
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Scandalo Tav - Documentario autoprodotto dai cittadini Romani
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Il gruppo NO TAV di Roma si è unito nella
piena civiltà e nel pieno diritto di protesta con il gruppo NO
TAV della Val di Susa.
Finalmente dopo 10 anni di silenzi qualcosa si muove! Sono 10
anni che noi romani protestiamo e contestiamo la TAV! 10 anni
di incubi, vita poco salubre e poche ore di sonno. 10 anni di
vita dentro ad un cantiere. La linea passa a 3 metri dai
condomini di Roma est per ben oltre 12 km! Un muro di Berlino
che divite la città, un quartiere dall'altro! Un muro alto
oltre 12 metri lungo oltre 12 km dentro al centro urbano di
Roma. Le case dei frontisti ufficialmente inagibili e
incompatibili. E siamo costretti a vivere qui.
Ci avevano promesso espropri lungo la linea, con relativo
abbattimento degli edifici e il pagamento del valore
dell'intero immobile. Cosi non è stato. I soldi non c'erano e
non ci sono. I più fortunati hanno avuto meno della metà del
valore dell'immobile. Perciò dobbiamo vivere a soli 3 metri da
4 gallerie alte oltre 12 metri (ogni appartamento trasformato
in loculo). Con infiltrazioni d'acqua nelle cantine causate
dai lavori, crepe e crolli di degli edifici per le notevoli
vibrazioni e rumori molesti, interi edifici dichiarati
incompatibili e inagibili. Cariche della polizia e delle forze
dell'ordine contro i cittadini mentre le scavatrici entravano
con prepotenza dentro ai giradini condominiali... Sono 10 anni
che non viviamo! E chiediamo giustizia! È contro la natura,
contro l'ambiente, contro il normale vivere civile costruire
un eco-mostro del genere all'interno del centro urbano della
Città Eterna! Un muro alto 12,50 metri e lungo oltre 12 km e
largo quanto (e forse più) un autostrada a 3 corsie (a doppio
senso... perciò 6 corsie nel cuore del centro urbano di Roma).
Questo eco-mostro penetra da est a ovest (dalla periferia
verso Stazione Termini) dividendo completaemente a metà interi
quartieri e borgate. E più protestiamo e più le forze
dell'ordine ci "caricano". Sono 10 anni che nessuno ci
ascolta. Ecco perchè, portati alla esasperazione, molti
cittadini di Roma si sono dati fuoco nel momento in cui le
ruspe e le scavatrici sono entrate in azione buttando giù
interi palazzi, giardini condominiali, garage... insomma il
lavoro onesto di una vita.
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L'uomo
planetario - la responsabilità dei propri sogni
11
Settembre. Quattro anni dopo
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"11 Settembre. Quattro anni
dopo" è il primo filmato italiano sull'11 Settembre. Anche se
non è ancora nella sua versione definitiva (che sarà
approntata per fine anno), è già un documento completo (32 min.),
in grado di fornire un valido appoggio a chi critica la
versione ufficiale dei fatti di quel giorno.
Tutti comprendiamo l'importanza che ha la corretta
attribuzione delle responsabilità di quegli attentati, poichè
ad essi sono state fatte conseguire guerre che sono costate -
e stanno costando - centinaia di migliaia di vite, in diverse
parti del mondo.
Avere la certezza di essere circondati da un "terrorismo
islamico" incalzante, a questo punto sarebbe quasi una
consolazione, per chi si sente corresponsabile - come
cittadino che esprime il suo volere attraverso i suoi
rappresentanti in parlamento - di quelle guerre e di quelle
morti.
Altresì, avere il sospetto che quel terrorismo non sia altro
che una creazione dell'occidente stesso, per giustificare
quelle guerre (di cui pare avesse, casualmente, un estremo
bisogno), rende i sonni leggermente meno sereni.
Purtroppo i dati oggettivi, da chiunque riscontrabili,
sembrano indicare la seconda ipotesi come la più probabile, e
diventa quindi dovere di ciascuno richiedere a gran voce che
la verità ufficiale venga perlomeno passata al vaglio della
pubblica opinione.
Questo compito starebbe primariamente ai giornalisti, di
stampa e TV, che si sono invece prestati fin troppo docilmente
a propagare la versione ufficiale, senza minimamente
sottoporla ad un giudizio critico. Nessuno finge di ignorare
come tutti i media mainstream siano strettamente controllati,
ma questo non toglie che un giornalista abbia l'obbligo morale
di non sottoscrivere una notizia che egli non sappia certa, nè
tantomeno una notizia che egli sappia probabilmente non vera.
Ed a sua volta il giornalista ha l'obbligo di informarsi a
fondo, in proprio, ed indipendentemente da quello che gli
"racconta" il suo direttore. La pagnotta non è, a nostro
avviso, una giustificazione sufficiente di fronte all'enorme
responsabilità che questo tipo di scelte comporta, è c'è
comunque sempre il condizionale, arma preziosa a disposizione
di chi riferisce per conto terzi, che sembra invece del tutto
scomparso dalle pagine dei nostri quotidiani.
Se a questo di aggiunge la prematura scomparsa del
congiuntivo, bisogna rinoscere che con il solo indicativo è
ben difficile non produrre una dittatura dell'informazione.
Di fronte a questa colossale debàcle, storica, umana e
professionale, a noi normali cittadini non resta che cercare
di utilizzare al meglio la rete, per fare quello che non
starebbe certo a noi fare. Ricercare, raccogliere, presentare
e diffondere quei dati oggettivi che impongono, come minimo,
un forte ripensamento su tutto che ci è stato raccontato
finora sull'11 Settembre.
É in questa luce che va interpretato il filmato che
presentiamo. Siamo perfettamente coscienti che si tratti di
una goccia nell'oceano, ma chi ne ha due da gettare alzi la
mano.
Massimo Mazzucco
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FALLUJA-THE DAY AFTER
TORRI GEMELLE: CROLLI PASSIVI, O DEMOLIZIONI CONTROLLATE? -
LuogoComune.net
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E' noto come le Torri Gemelle fossero
state progettate per reggere all'impatto di mutlipli aerei
commerciali, grazie alla poderosa serie di piloni centrali di
acciaio di supporto, ed alla particolarissima struttura
esterna, a maglie in acciaio incrociate, che permetteva di
redistribuire il carico sulle quelle restanti, in caso che una
parte di esse fosse venuita a mancare. Ed infatti, ambedue gli
edifici avevano retto egregiamente agli impatti, oscillando,
scricchiolando e vibrando per qualche minuto, prima di
ritornare stabili e immobili, con il carico redistributo ben
sotto i margini di tolleranza.
E gli incendi stessi, sviluppatisi a causa della fuoriuscita
di kerosene, erano durati molto poco, senza mai raggiungere,
nemmeno al momento delle esplosioni, le temperature necessarie
ad indebolire l'acciaio delle strutture portanti. Svariati
studi di architettura hanno respinto con decisione l'ipotesi
dell'indebolimento progressivo dell'acciaio, ricordando che
prima dei crolli il fumo di ambedue gli incendi era
addirittura diventato nero, segno evidente... che le fiamme
avevano ormai finito di consumare il materiale disponibile.
Nel frattempo, si era vista gente affacciarsi dalle voragini
stesse provocate dagli aerei, a conferma che in quella zona
non ci potessero essere i 1500 gradi necessari a fondere
l'acciaio. Inoltre, molte persone che stavano ai piani
superiori, sono riuscite a scendere fino a terra,
attraversando quindi i piani incendiati. Hanno tutte
raccontato di aver incontrato moltissimo fumo, ma un calore
minimo. La seconda Torre, poi, ha visto all'interno un
incendio ancora minore, poichè la maggior parte del carburante
è fuoriscita in diagonale, esplodendo nella terribile palla di
fuoco che tutti abbiamo visto in TV.
Eppure, inspiegabilmente, misteriosamente, improvvisamente,
dopo aver retto per più di un'ora ciascuna, le Torri sono
ambedue crollate, accartocciandosi su se stesse, in maniera
praticamente identica, tanto rapida quanto simmetrica, e senza
minimamente danneggiare gli edifici circostanti. Il solo fatto
che due Torri di 400 metri cadano, nel centro di Manhattan,
senza colpire uno solo degli edifici circostanti, è certo da
Gunness dei primati.
Stessa sorte, ancora più inspiegabile, è toccata nel
pomeriggio al WTC7, un grattacielo in cemento armato di 40
piani, che aveva subito solo un incendio limitato, e non era
stato nemmeno sfiorato dagli aerei. Un grattacielo molto
simile ha bruciato di recente, a Madrid, per oltre 48 ore,
sviluppando temperature decisamente superiori, senza che la
struttura di acciaio cedesse minimamente in alcun punto.
Dall'inizio della storia dell'ingegneria civile, nessun
grattacielo in cemento armato era mai crollato per effetto del
fuoco. L'11 Settembre 2001, nello stesso luogo, e nell'arco di
poche ore, ne sono caduti addirittura tre fra i più moderni e
robusti del mondo.
Il fatto che vi siano molte testimonianze che parlano di
"multiple esplosioni", avvenute prima e durante i crolli
stessi; il fatto che i detriti siano stati lanciati con forza
in orizzontale, a grande distanza, e addirittura verso l'alto;
il fatto che tutto si sia ridotto in polvere finissima, senza
che sia rimasto un solo blocco di cemento intatto; il fatto
che tutto l'acciao dei piloni rimasto sia stato svenduto o
riciclato in gran fretta, senza che nessuno potesse prima
analizzarlo; il fatto che la proprietà - a sua volta fresca di
poche settimane - avesse appena stipulato un vantaggiosissimo
contratto assicurativo contro attacchi terroristici (ha di
recente incassato 7 miliardi di dollari), e tanti altri
particolari che qui non c'è spazio per illustrare, hanno fatto
pensare a molti che si fosse trattato di demolizioni
controllate.
Questo filmato offre dei semplici elementi visivi, senza
commento di alcun tipo. A voi il giudizio finale.
In seguito ad alcuni violenti attacchi,
comparsi fra i commenti pubblichiamo qui di seguito la
risposta di Massimo Mazzucco responsabile del sito luogocomune.net
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QUELLO CHE
LA TV NON CI MOSTRA - LuogoComune.net
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Ogni aereo, elicottero o mezzo corazzato
dell'esercito americano dispone di uno o più registratori
digitali, che memorizzano tutte le immagini esterne e tutti i
dialoghi intercorsi fra i membri dell'equipaggio nelle varie
operazioni. Quello che pubblichiamo, con sottotitoli in
italiano, è un filmato che non doveva certo essere reso
pubblico. Proviene da un AC-130, in missione notturna in Iraq.
E' il vero volto della guerra, ed è anche il vero volto del
nostro alleato. I morti passano, la Storia rimane. E noi
stiamo passando alla storia, ancora una volta, da una parte
che molto probabilmente in futuro non ci piacerà riconoscere,
e che cercheremo in tutti i modi di "rivisitare" ad uso e
consumo delle nostre coscienze. Ma certe immagini non si
cancellano. Il filmato dura sei minuti, e mostra in realtà due
diverse azioni, delle quali abbiamo sottotitolato tutto quello
che siamo riusciti a capire. Ma il resto non è difficile
immaginarlo.
Nella prima azione, che si svolge di notte, la telecamera è a
raggi infrarossi, per cui gli esseri umani appaiono
completamente bianchi. L'illusione di potersi nascondere
nell'oscurità è, come vedrete, completamente fasulla. Se c'è
qualcosa che turba profondamente, è questa schiacciante
superiorità tecnologica unita al tono distaccato con cui si
decide della vita e della morte altrui.
Per gentile concessione di
www.luogocomune.net
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Estratto
dell'intervento di Beppe Grillo
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Intervento
registrato presso l'AUDITORIUM di Terra Futura durante il
convegno:
IX CONFERENZA REGIONALE SULL'AMBIENTE
LA VIA DELL'ECOEFFICENZA: UNA STRATEGIA VINCENTE PER
L'ECONOMIA E PER L'AMBIENTE
 
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CONFRONTING THE EVIDENCE - Riaprire le indagini sull'11 settembre.
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Un'eccezionale inchiesta proposta e finanziata da Jimmy
Walter, uno straorninario individuo che ha dato il suo tempo,
le sue ricerche e i SUOI SOLDI per lavorare in una positiva e
significativa causa: rimettere in discussione tutto quello che
si sapeva, o si pensava di sapere, sui tragici eventi dell'11
settembre 2001. Questo coraggioso documentario, finalmente
sottotitolato in italiano, getta una nuova luce sui drammatici
eventi che sono seguiti a quel drammatico giorno e pone nuove
ma evidenti domande a cui le fonti ufficiali e i media non
hanno mai prestato troppa attenzione.
Gli ospiti in studio, giornalisti, scrittori, politici e
scienziati, utilizzando varie fonti, tra cui documenti e
materiale audiovisivo, demoliscono la versione ufficiale
dell'11 settembre 2001 e suscita seri interrogativi sulla
corretta gestione delle informazioni da parte dei mass-media,
sul coinvolgimento dei veri responsabili, sulla copertura
operata dal governo americano nonché sugli attuali sviluppi
geostrategici a livello globale. Questo video non da risposte,
vuole porre soltanto domande, vuole far capire quante siano
state le mancanze e quanto la commissione di inchiesta 9/11
sia stata una ignobile sceneggiata.
I quesiti che porrà questo video, si spera, saranno gli stessi
che faranno riaprire le indagini su quel terribile giorno.
Diffondi ciò che apprenderai e dai il tuo contributo per
risvegliare le menti e la critica della gente.
Visita il sito:
www.reopen911.org
 
per vedere il
filmato clicca sull'icona corrispondente alla velocità della
tua connessione) |

Disastro America - LuogoComune.net |
Si
potrebbero scrivere mille articoli, senza mai raggiungere
l'efficacia comunicativa del breve filmato che presentiamo. È
una semplice intervista, al presidente della Contea di
Jefferson, Louisiana, che in poche battute sembra sintetizzare
l'intera tragedia causata dall'uragano Katrina in questi
drammatici giorni. Una tragedia che è ormai ben più grande del
già enorme disastro fisico ed umano provocato dalla furia del
tornado. Questo è il disastro di una intera nazione, e del suo
sogno di efficienza, di perfezione, e di invulnerabilità che
si è venuto man mano sgretolando in questi ultimi anni, e che
forse con Katrina ha ricevuto un colpo dal quale non si
rialzerà mai più.
Tutti i grandi ideali di cui è imbevuta la Costituzione dei
"Padri Fondatori", a cui si rifà continuamente una società in
perenne evoluzione come quella americana, sembrano di colpo
dei fondali di cartone senza più consistenza, dei semplici
addobbi di facciata, messi lì per coprire in qualche modo
l'amara realtà di cinismo, di disinteresse sociale, e di
profondo egoismo, che trapela ormai da ogni storia che ci
arriva dalle zone disastrate della Louisiana.
Massimo Mazzucco
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Video inedito di Paolo
Borsellino
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Il giudice Borsellino incontra, il 26
gennaio del 1989, gli studenti di Istituto professionale di
Stato per il commercio "Remondini" di Bassano del Grappa.
Incisivo e didascalico, affronta tutti i temi fondamentali:
dalla mafia alla legalità.
Video avuto per gentile concessione del Prof. Enzo Guidotto,
Presidente dell'Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso e
Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia.
Visita il sito:
www.centroborsellino.it
Vistia il sito:
www.narcomafie.it
Vistia il sito:
www.antimafiaduemila.com
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TORNANO IN
TV SANTORO E LA GUZZANTI
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Tornano, per una
sera, insieme in televisione tre epurati della RAI: Michele
Santoro, Sabina Guzzanti e Marco Travaglio. L'occasione è data
dalla presentazione dell'ultimo libro di Peter Gomez e Marco
Travaglio, "Regime" tenutasi giovedì 21 ottobre alle ore 21 al
teatro Ambra Jovinelli di Roma.
Nella serata, intitolata "Il fantasma della libertà", oltre
alla Guzzanti, a Santoro, a Gomez e Travaglio sono intervenuti
Carlo Freccero, Curzio Maltese, Paolo Rossi, Antonio Padellaro
e Dario Fo. |
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