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 VIDEOINFORMAZIONE a cura di ARCOIRIS TV

Questa sezione contiene inchieste effettuate dai giornalisti di Arcoiris Tv, sono filmati inediti che non saranno mai trasmessi da emittenti televisive, ma potrete vederli solo da web

02)- 2005: anno del microcredito - Intrecci 2005
URIHI - Ufficio Ricerca Indigeni Habitat Interdipendenza
Ci sono nel mondo centinaia di milioni di persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che non hanno accesso al credito bancario perchè considerate aconomicamente non affidabili dalle banche tradizionali. Il microcredito si rivolge proprio a loro, e consiste in un piccolisimo prestito, concesso senza nessuna garanzia, per intraprendere nuove attività.
Yunus, il fondatore della Grameen bank, spiega come inzialmente il microcredito si sia rivolto alle donne povere del Bangladesh, e si sia poi estesa ed altre aree del mondo, fino all'Europa.

Le Nazioni Unite sostengono in modo particolare questo genere di iniziative como motore di sviluppo - illustrate anche con esempi concreti in Africa e in India - e hanno designato il 2005 "anno internazionale del microcredito".

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I Liguri e il Pacifico - Intrecci 2005

URIHI - Ufficio Ricerca Indigeni Habitat Interdipendenza
Gli Italiani già dal '500 sono presenti in tutte le colonie spagnole dell'America del Sud; conseguenza dell'alleanza della Spanga con alcuni stati della Penisola, soprattutto con la Repubblica di Genova.

Nella Biblioteca Nazionale di Santiago del Cile abbiamo trovato inedite tracce di uno di loro - Giovanni Battista Pastene - nelle lettere autografe scritte dal conquistatore Pedro de Valdivia a Carlo V°, l'imperatore sul cui regno "non tramontava ma il sole".

Altri capitani genovesi stabilirono nella seconda metà del 500 un attivo traffico tra i porti del Callao e Valparaiso, inaugurando il commercio marittimo di cabotaggio, che con la fine del dominio spagnolo fu in gran parte monopolio dei marinai genovesi; avanguardia dei futuri emigranti che con un lunghissimo viaggio attraverso lo stretto di Magelano daranno nella seconda metà dell'800 la loro impornta ai porti di Valparaiso e del Callao.

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La lunga notte di Pisanu - La Carica della Polizia in Val di Susa

Nella notte tra lunedì 5 e martedì 6 dicembre le forze dell'ordine, verso le 3 di notte, caricano il presidio no-tav accampato nei pressi del sito destinato ad ospitare i primi lavori di carotaggio. Le forze dell'ordine aggrediscono gli accampati, sradicano tende e sgomberano masserizzie. Feriti e contusi, qualcuno finisce in ospedale. I partecipanti denunciano la gravità dell'evento, paragonando il gesto alle cariche di Genova 2001 in occasione del G8. La governatrice del Piemonte, Mercedes Bresso, prende le distanze dall'evento, svelando le intenzioni del Governo di strumentalizzare la situazione per mettere in difficoltà gli enti locali di sinistra. Il tutto accade nel cuore della notte, senza avvertimenti o tentativi di dialogo. Ma Christian Nasi insieme ai ragazzi dell'associazione Torinese Acmos, realtà vicina al Gruppo Abele, sono presenti e riescono a filmare l'evento, denunciandone la violenza.

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Scandalo Tav - Documentario autoprodotto dai cittadini Romani

Scandalo Tav - Documentario autoprodotto dai cittadini Romani Scandalo Tav - Documentario autoprodotto dai cittadini Romani

Il gruppo NO TAV di Roma si è unito nella piena civiltà e nel pieno diritto di protesta con il gruppo NO TAV della Val di Susa.

Finalmente dopo 10 anni di silenzi qualcosa si muove! Sono 10 anni che noi romani protestiamo e contestiamo la TAV! 10 anni di incubi, vita poco salubre e poche ore di sonno. 10 anni di vita dentro ad un cantiere. La linea passa a 3 metri dai condomini di Roma est per ben oltre 12 km! Un muro di Berlino che divite la città, un quartiere dall'altro! Un muro alto oltre 12 metri lungo oltre 12 km dentro al centro urbano di Roma. Le case dei frontisti ufficialmente inagibili e incompatibili. E siamo costretti a vivere qui.
Ci avevano promesso espropri lungo la linea, con relativo abbattimento degli edifici e il pagamento del valore dell'intero immobile. Cosi non è stato. I soldi non c'erano e non ci sono. I più fortunati hanno avuto meno della metà del valore dell'immobile. Perciò dobbiamo vivere a soli 3 metri da 4 gallerie alte oltre 12 metri (ogni appartamento trasformato in loculo). Con infiltrazioni d'acqua nelle cantine causate dai lavori, crepe e crolli di degli edifici per le notevoli vibrazioni e rumori molesti, interi edifici dichiarati incompatibili e inagibili. Cariche della polizia e delle forze dell'ordine contro i cittadini mentre le scavatrici entravano con prepotenza dentro ai giradini condominiali... Sono 10 anni che non viviamo! E chiediamo giustizia! È contro la natura, contro l'ambiente, contro il normale vivere civile costruire un eco-mostro del genere all'interno del centro urbano della Città Eterna! Un muro alto 12,50 metri e lungo oltre 12 km e largo quanto (e forse più) un autostrada a 3 corsie (a doppio senso... perciò 6 corsie nel cuore del centro urbano di Roma). Questo eco-mostro penetra da est a ovest (dalla periferia verso Stazione Termini) dividendo completaemente a metà interi quartieri e borgate. E più protestiamo e più le forze dell'ordine ci "caricano". Sono 10 anni che nessuno ci ascolta. Ecco perchè, portati alla esasperazione, molti cittadini di Roma si sono dati fuoco nel momento in cui le ruspe e le scavatrici sono entrate in azione buttando giù interi palazzi, giardini condominiali, garage... insomma il lavoro onesto di una vita.

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L'uomo planetario - la responsabilità dei propri sogni

L'uomo planetario - la responsabilità dei propri sogni L'uomo planetario - la responsabilità dei propri sogni

Con:
Alex Zanotelli (missionario Comboniano)
Sergio Marelli (presidente dell'associazione delle ONG italiane e della FOCSIV)

Quante potenzialità, energie e sogni si dischiudono in ciascuna di queste realtà...
Eppure, per tanti motivi e in molti casi, qualcosa non funziona.
La cooperazione spesso corre su binari che alcuni definiscono "un circo umanitario".
I giovani hanno sempre più opportunità di partire e sempre meno occasioni e pazienza di indagare sulle motivazioni profonde per cui lo fanno.
L'università non trova più il tempo e la profondità per proporre competenza abbinata a umanità.
Il mondo missionario ha bisogno di crescere molto aprendosi ai laici ma fatica ad investire su di loro e dialogarci.
Perché partire? Chi parte può dirsi "esperto in umanità"?
Che tipo di formazione, ascolto e competenze chiede ai giovani la gente del sud del mondo?
Cosa può offrire a noi la cooperazione intesa come scambio?
Come giovani e missionari impegnati con i giovani sentiamo l'urgenza di risvegliare una cultura sana della cooperazione: essa parte da scelte di giustizia, si fonda sullo scambio di tutti i tipi di ricchezza e promuove una lettura del mondo come casa comune di cui prendersi cura insieme.
Si tratta di sfide complesse che vogliamo affrontare ancora una volta insieme: i giovani, a partire dalle loro esperienze e aspettative, interrogano i testimoni e gli "esperti".


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11 Settembre. Quattro anni dopo

11 Settembre. Quattro anni dopo 11 Settembre. Quattro anni dopo

"11 Settembre. Quattro anni dopo" è il primo filmato italiano sull'11 Settembre. Anche se non è ancora nella sua versione definitiva (che sarà approntata per fine anno), è già un documento completo (32 min.), in grado di fornire un valido appoggio a chi critica la versione ufficiale dei fatti di quel giorno.

Tutti comprendiamo l'importanza che ha la corretta attribuzione delle responsabilità di quegli attentati, poichè ad essi sono state fatte conseguire guerre che sono costate - e stanno costando - centinaia di migliaia di vite, in diverse parti del mondo.

Avere la certezza di essere circondati da un "terrorismo islamico" incalzante, a questo punto sarebbe quasi una consolazione, per chi si sente corresponsabile - come cittadino che esprime il suo volere attraverso i suoi rappresentanti in parlamento - di quelle guerre e di quelle morti.

Altresì, avere il sospetto che quel terrorismo non sia altro che una creazione dell'occidente stesso, per giustificare quelle guerre (di cui pare avesse, casualmente, un estremo bisogno), rende i sonni leggermente meno sereni.

Purtroppo i dati oggettivi, da chiunque riscontrabili, sembrano indicare la seconda ipotesi come la più probabile, e diventa quindi dovere di ciascuno richiedere a gran voce che la verità ufficiale venga perlomeno passata al vaglio della pubblica opinione.

Questo compito starebbe primariamente ai giornalisti, di stampa e TV, che si sono invece prestati fin troppo docilmente a propagare la versione ufficiale, senza minimamente sottoporla ad un giudizio critico. Nessuno finge di ignorare come tutti i media mainstream siano strettamente controllati, ma questo non toglie che un giornalista abbia l'obbligo morale di non sottoscrivere una notizia che egli non sappia certa, nè tantomeno una notizia che egli sappia probabilmente non vera. Ed a sua volta il giornalista ha l'obbligo di informarsi a fondo, in proprio, ed indipendentemente da quello che gli "racconta" il suo direttore. La pagnotta non è, a nostro avviso, una giustificazione sufficiente di fronte all'enorme responsabilità che questo tipo di scelte comporta, è c'è comunque sempre il condizionale, arma preziosa a disposizione di chi riferisce per conto terzi, che sembra invece del tutto scomparso dalle pagine dei nostri quotidiani.

Se a questo di aggiunge la prematura scomparsa del congiuntivo, bisogna rinoscere che con il solo indicativo è ben difficile non produrre una dittatura dell'informazione.

Di fronte a questa colossale debàcle, storica, umana e professionale, a noi normali cittadini non resta che cercare di utilizzare al meglio la rete, per fare quello che non starebbe certo a noi fare. Ricercare, raccogliere, presentare e diffondere quei dati oggettivi che impongono, come minimo, un forte ripensamento su tutto che ci è stato raccontato finora sull'11 Settembre.

É in questa luce che va interpretato il filmato che presentiamo. Siamo perfettamente coscienti che si tratti di una goccia nell'oceano, ma chi ne ha due da gettare alzi la mano.

Massimo Mazzucco
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FALLUJA-THE DAY AFTER

FALLUJA-THE DAY AFTER FALLUJA-THE DAY AFTER

Dal settimanale Diario, in esclusiva le immagini della più grande strage degli americani in Iraq

Questo video è stato girato a Falluja ai primi di gennaio del 2005, quando la città è stata riaperta dopo l'attacco americano iniziato l'8 novembre 2004, denominato "Operazione Al-Fajr" ("l'alba"). È un documento prezioso perché in quel momento la città era chiusa alla stampa internazionale.
Il video è stato consegnato al settimanale Diario dal Centro studi per la democrazia e i diritti umani di Falluja. Diario ha pubblicato un'ampia inchiesta sulla battaglia di Falluja il 27 maggio 2005.
"Falluja-The Day After" mostra la completa devastazione della città irachena, i corpi delle vittime, le fosse comuni, la riesumazione dei cadaveri da parte delle squadre di soccorso locali per tentare il riconoscimento delle vittime. L'ultimo corpo mostrato dal video è di una ragazza di 14 anni.

Durata: 18 minuti 12 secondi. Versione sottotitolata in italiano.


Il video contiene immagini crude e impressionanti, adatte esclusivamente a un pubblico adulto.

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TORRI GEMELLE: CROLLI PASSIVI, O DEMOLIZIONI CONTROLLATE? - LuogoComune.net

TORRI GEMELLE: CROLLI PASSIVI, O DEMOLIZIONI CONTROLLATE?

TORRI GEMELLE: CROLLI PASSIVI, O DEMOLIZIONI CONTROLLATE?

E' noto come le Torri Gemelle fossero state progettate per reggere all'impatto di mutlipli aerei commerciali, grazie alla poderosa serie di piloni centrali di acciaio di supporto, ed alla particolarissima struttura esterna, a maglie in acciaio incrociate, che permetteva di redistribuire il carico sulle quelle restanti, in caso che una parte di esse fosse venuita a mancare. Ed infatti, ambedue gli edifici avevano retto egregiamente agli impatti, oscillando, scricchiolando e vibrando per qualche minuto, prima di ritornare stabili e immobili, con il carico redistributo ben sotto i margini di tolleranza.

E gli incendi stessi, sviluppatisi a causa della fuoriuscita di kerosene, erano durati molto poco, senza mai raggiungere, nemmeno al momento delle esplosioni, le temperature necessarie ad indebolire l'acciaio delle strutture portanti. Svariati studi di architettura hanno respinto con decisione l'ipotesi dell'indebolimento progressivo dell'acciaio, ricordando che prima dei crolli il fumo di ambedue gli incendi era addirittura diventato nero, segno evidente... che le fiamme avevano ormai finito di consumare il materiale disponibile. Nel frattempo, si era vista gente affacciarsi dalle voragini stesse provocate dagli aerei, a conferma che in quella zona non ci potessero essere i 1500 gradi necessari a fondere l'acciaio. Inoltre, molte persone che stavano ai piani superiori, sono riuscite a scendere fino a terra, attraversando quindi i piani incendiati. Hanno tutte raccontato di aver incontrato moltissimo fumo, ma un calore minimo. La seconda Torre, poi, ha visto all'interno un incendio ancora minore, poichè la maggior parte del carburante è fuoriscita in diagonale, esplodendo nella terribile palla di fuoco che tutti abbiamo visto in TV.

Eppure, inspiegabilmente, misteriosamente, improvvisamente, dopo aver retto per più di un'ora ciascuna, le Torri sono ambedue crollate, accartocciandosi su se stesse, in maniera praticamente identica, tanto rapida quanto simmetrica, e senza minimamente danneggiare gli edifici circostanti. Il solo fatto che due Torri di 400 metri cadano, nel centro di Manhattan, senza colpire uno solo degli edifici circostanti, è certo da Gunness dei primati.

Stessa sorte, ancora più inspiegabile, è toccata nel pomeriggio al WTC7, un grattacielo in cemento armato di 40 piani, che aveva subito solo un incendio limitato, e non era stato nemmeno sfiorato dagli aerei. Un grattacielo molto simile ha bruciato di recente, a Madrid, per oltre 48 ore, sviluppando temperature decisamente superiori, senza che la struttura di acciaio cedesse minimamente in alcun punto.

Dall'inizio della storia dell'ingegneria civile, nessun grattacielo in cemento armato era mai crollato per effetto del fuoco. L'11 Settembre 2001, nello stesso luogo, e nell'arco di poche ore, ne sono caduti addirittura tre fra i più moderni e robusti del mondo.

Il fatto che vi siano molte testimonianze che parlano di "multiple esplosioni", avvenute prima e durante i crolli stessi; il fatto che i detriti siano stati lanciati con forza in orizzontale, a grande distanza, e addirittura verso l'alto; il fatto che tutto si sia ridotto in polvere finissima, senza che sia rimasto un solo blocco di cemento intatto; il fatto che tutto l'acciao dei piloni rimasto sia stato svenduto o riciclato in gran fretta, senza che nessuno potesse prima analizzarlo; il fatto che la proprietà - a sua volta fresca di poche settimane - avesse appena stipulato un vantaggiosissimo contratto assicurativo contro attacchi terroristici (ha di recente incassato 7 miliardi di dollari), e tanti altri particolari che qui non c'è spazio per illustrare, hanno fatto pensare a molti che si fosse trattato di demolizioni controllate.

Questo filmato offre dei semplici elementi visivi, senza commento di alcun tipo. A voi il giudizio finale.

In seguito ad alcuni violenti attacchi, comparsi fra i commenti pubblichiamo qui di seguito la risposta di Massimo Mazzucco responsabile del sito luogocomune.net


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QUELLO CHE LA TV NON CI MOSTRA - LuogoComune.net

AC-130 - La guerra come un videogame AC-130 - La guerra come un videogame

Ogni aereo, elicottero o mezzo corazzato dell'esercito americano dispone di uno o più registratori digitali, che memorizzano tutte le immagini esterne e tutti i dialoghi intercorsi fra i membri dell'equipaggio nelle varie operazioni. Quello che pubblichiamo, con sottotitoli in italiano, è un filmato che non doveva certo essere reso pubblico. Proviene da un AC-130, in missione notturna in Iraq. E' il vero volto della guerra, ed è anche il vero volto del nostro alleato. I morti passano, la Storia rimane. E noi stiamo passando alla storia, ancora una volta, da una parte che molto probabilmente in futuro non ci piacerà riconoscere, e che cercheremo in tutti i modi di "rivisitare" ad uso e consumo delle nostre coscienze. Ma certe immagini non si cancellano. Il filmato dura sei minuti, e mostra in realtà due diverse azioni, delle quali abbiamo sottotitolato tutto quello che siamo riusciti a capire. Ma il resto non è difficile immaginarlo.

Nella prima azione, che si svolge di notte, la telecamera è a raggi infrarossi, per cui gli esseri umani appaiono completamente bianchi. L'illusione di potersi nascondere nell'oscurità è, come vedrete, completamente fasulla. Se c'è qualcosa che turba profondamente, è questa schiacciante superiorità tecnologica unita al tono distaccato con cui si decide della vita e della morte altrui.

Per gentile concessione di
www.luogocomune.net

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Estratto dell'intervento di Beppe Grillo

Beppe Grillo

Intervento registrato presso l'AUDITORIUM di Terra Futura durante il convegno:

IX CONFERENZA REGIONALE SULL'AMBIENTE
LA VIA DELL'ECOEFFICENZA: UNA STRATEGIA VINCENTE PER L'ECONOMIA E PER L'AMBIENTE

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CONFRONTING THE EVIDENCE - Riaprire le indagini sull'11 settembre.

Jimmy Walter Jimmy Walter Jimmy Walter
Un'eccezionale inchiesta proposta e finanziata da Jimmy Walter, uno straorninario individuo che ha dato il suo tempo, le sue ricerche e i SUOI SOLDI per lavorare in una positiva e significativa causa: rimettere in discussione tutto quello che si sapeva, o si pensava di sapere, sui tragici eventi dell'11 settembre 2001. Questo coraggioso documentario, finalmente sottotitolato in italiano, getta una nuova luce sui drammatici eventi che sono seguiti a quel drammatico giorno e pone nuove ma evidenti domande a cui le fonti ufficiali e i media non hanno mai prestato troppa attenzione.

Gli ospiti in studio, giornalisti, scrittori, politici e scienziati, utilizzando varie fonti, tra cui documenti e materiale audiovisivo, demoliscono la versione ufficiale dell'11 settembre 2001 e suscita seri interrogativi sulla corretta gestione delle informazioni da parte dei mass-media, sul coinvolgimento dei veri responsabili, sulla copertura operata dal governo americano nonché sugli attuali sviluppi geostrategici a livello globale. Questo video non da risposte, vuole porre soltanto domande, vuole far capire quante siano state le mancanze e quanto la commissione di inchiesta 9/11 sia stata una ignobile sceneggiata.

I quesiti che porrà questo video, si spera, saranno gli stessi che faranno riaprire le indagini su quel terribile giorno. Diffondi ciò che apprenderai e dai il tuo contributo per risvegliare le menti e la critica della gente.

Visita il sito:
www.reopen911.org Guarda in Formato Windows Media Player - ADSLGuarda in Formato Windows Media Player - 56K

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Disastro America

 

Disastro America - LuogoComune.net

Si potrebbero scrivere mille articoli, senza mai raggiungere l'efficacia comunicativa del breve filmato che presentiamo. È una semplice intervista, al presidente della Contea di Jefferson, Louisiana, che in poche battute sembra sintetizzare l'intera tragedia causata dall'uragano Katrina in questi drammatici giorni. Una tragedia che è ormai ben più grande del già enorme disastro fisico ed umano provocato dalla furia del tornado. Questo è il disastro di una intera nazione, e del suo sogno di efficienza, di perfezione, e di invulnerabilità che si è venuto man mano sgretolando in questi ultimi anni, e che forse con Katrina ha ricevuto un colpo dal quale non si rialzerà mai più.

Tutti i grandi ideali di cui è imbevuta la Costituzione dei "Padri Fondatori", a cui si rifà continuamente una società in perenne evoluzione come quella americana, sembrano di colpo dei fondali di cartone senza più consistenza, dei semplici addobbi di facciata, messi lì per coprire in qualche modo l'amara realtà di cinismo, di disinteresse sociale, e di profondo egoismo, che trapela ormai da ogni storia che ci arriva dalle zone disastrate della Louisiana.

Massimo Mazzucco
 

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Video inedito di Paolo Borsellino

Paolo Borsellino Paolo Borsellino

Il giudice Borsellino incontra, il 26 gennaio del 1989, gli studenti di Istituto professionale di Stato per il commercio "Remondini" di Bassano del Grappa.
Incisivo e didascalico, affronta tutti i temi fondamentali: dalla mafia alla legalità.

Video avuto per gentile concessione del Prof. Enzo Guidotto, Presidente dell'Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso e Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Visita il sito:
www.centroborsellino.it
Vistia il sito:
www.narcomafie.it
Vistia il sito:
www.antimafiaduemila.com

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TORNANO IN TV SANTORO E LA GUZZANTI

Sabrina Guzzanti Marco Travaglio Michele Santoro
Tornano, per una sera, insieme in televisione tre epurati della RAI: Michele Santoro, Sabina Guzzanti e Marco Travaglio. L'occasione è data dalla presentazione dell'ultimo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio, "Regime" tenutasi giovedì 21 ottobre alle ore 21 al teatro Ambra Jovinelli di Roma.

Nella serata, intitolata "Il fantasma della libertà", oltre alla Guzzanti, a Santoro, a Gomez e Travaglio sono intervenuti Carlo Freccero, Curzio Maltese, Paolo Rossi, Antonio Padellaro e Dario Fo.

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