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IL RAGU' ALLA GENOVESE
E'
un piatto tradizionale napoletano, ascrivibile - per noi
partenopei, almeno - alla categoria dei "Ragł". Il plurale, in
questo caso, NON e' un errore di ortografia. Con questo termine,
infatti, pił che una pietanza in particolare, si vuole indicare un
procedimento di cottura previsto da pił di una ricetta. Ne cito
tre: il gia' citato ragł di Carne (conosciuto, alquanto
impropriamente, come ragł alla napoletana), il ragł di braciole e
il ragł alla genovese. Le caratteristiche comuni di questi piatti
sono sostanzialmente due: la presenza di carne (in quantita'
massiccia e spesso di diversi tipi) ed una lunga, a volte
lunghissima, cottura.
Difficoltą: media
Tempo di preparazione: un'ora
circa, pił il tempo di cottura
Attrezzatura: un tegame di
coccio, un coltello bene affilato (o una mandolina, per tagliare
le cipolle in fretta e senza lacrime) un tagliere e un cucchiaio
in legno.
Ingredienti:
Carne di manzo adatta per lunghe cotture,
cipolle nel peso di una volta e mezzo quello della carne,
carota e sedano per il soffritto,
un po' di vino rosso,
pepe nero,
un cucchiaio di concentrato di pomodoro,
brodo in quantitą sufficiente per portare a cottura la carne.
acqua.
Procedimento:
Il ragł alla genovese non e' un piatto per palati fini e stomaci
deboli .
Detto questo, se mai vorrete assaggiare questo piatto, dovete
prendere una discreta quantitą di carne di vitellone (annecchia,
in napoletano). Quale taglio, direte voi. Quello che vi pare,
rispondiamo noi. L'importante č che adatta a reggere una cottura
di almeno tre ore. A noi, in questo caso, piace il guanciale
tagliato a pezzi non troppo piccoli. Prendete poi una quantitą
"almeno" uguale di cipolle e preparatevi a versare amare lacrime.
Quando avrete finito di piangere per la pelatura delle cipolle,
preparatevi a ricominciare: devono essere tagliate sottili...
TUTTE... non lasciarle intere non č lo stesso. Dopo preparate un
battutino a base di carote e sedano... niente cipolla... e
soffriggetelo in olio a cui avrete aggiunto un po' di lardo. Se in
casa vi trovate un po' di prosciutto, poi, non guasta...
aggiungetevelo pure, usare un tegame rigorosamente di terracotta (tiana,
in napoletano). Quando il soffrittino vi sembrerą pronto,
aggiungete la carne. Fate soffriggere un po' anche questa, sfumate
con un po' di vino e aggiungete la cipolla e un cucchiaio di
concentrato di pomodoro. Salate e pepate. Fate cuocere a fuoco
lento - pappeann chian chian - mescolando spesso e, aggiungendo,
se necessario brodo o acqua.
Per individuare il tempo di cottura č necessario non perdere
d'occhio due dettagli. Il punto di cottura della carne (a casa mia
si č sempre proceduto con la prova forchetta che, onestamente, mi
sembra vada benissimo a tutt'oggi) e quello della cipolla. Su
questo: massima attenzione. Mescolando mescolando la cipolla deve
cessare di esistere, deve trasformarsi in crema ... č da sč che si
deve sciogliere, solo cosi' assorbirą il sapore della carne.
Il massimo sarebbe che ci condiate degli ziti. Mettete via la
carne (noi partenopei davvero strani... figuratevi che la carne
del ragł la mangiamo per secondo... fatelo fare ad un bolognese se
ne č capace!) e usate la crema di cipolle per condire la pasta.
Formaggio Pecorino, o invece, parmigiano.
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