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Gli spaghetti alle vongole
Difficoltà: Facile
Tempo di preparazione: 20
minuti (più il tempo necessario per spurgare le vongole)
Attrezzatura: Un tagliere, un
coltello bene affilato, un padellone per cuocere le vongole, una
pentola per la pasta.
Tipo di portata: Pimo piatto
Porzioni: per 4 persone
Ingredienti:
400 g Spaghettini De Cecco (or superior)
6 porri
1 kg vongole dell'Adriatico (non veraci: quindi finte?)
3 spicchi aglio
1 peperoncino rosso
5 cucchiai olio e.v.
Procedimento:
Vongole = sabbia: che fare? Appena entri a casa col tuo kilo di
vongole nella busta, buttale nella vasca del lavandino, tappata,
contenente abbondante acqua fredda salata. Esse vongole, restando
li' per almeno 1/2 ora, se di piu' e' meglio, rilasceranno (quasi)
tutta la sabbia spontaneamente.
Qual e' l'agente, il principio attivo di tale miracolo? L'acqua?
nonono! Il sale? nonono! Il freddo? nonono!
E' il silenzio: gia', perche' la cosa funzioni bisogna fare
silenzio. L'acqua salata serve solo a simulare il loro ambiente
naturale, cosicche', dopo essere a lungo rimaste rinserrate in se
stesse, conservando gelosamente quel pochillo di acqua marina
imprigionato tra le valve durante la cattura, le vongole siano -
con l'inganno, ebbene si' - indotte ad aprirsi, a darsi una
sciacquata. Ma se voi, una volta immersele, prendete ad agitarle,
a sbatacchiarle, a farci cadere dentro questo e quello... Non
succedera' niente, se ne resteranno chiuse nel loro egoismo:
SILENZIO, dunque.
Al momento opportuno, preleva le vongole dal loro ritrovato e
illusorio habitat, ponile in pentola larga su fuoco vivace, senza
aggiunta alcuna, e incoperchia. Dopo un po', rimesta, perche' a
ciascuna sia data la giusta dose di calore che, uccidendola -
questo e' cio' che accade, sissignori - uccidendola, dicevo, la
induca a rilassare i muscoli e ad aprir le valve.
Appena aperte, toglile dal fuoco, e conserva il liquido prodotto
in una bacinella, lasciandolo depositare.
E ora sguscia le vongole. Quelle parte. A questo punto i piu'
raccomandano - igienisticamente - di buttare quelle che son
rimaste chiuse, inquantoche' sarebbero morte. Diffida!
Su 10 rimaste chiuse, 3 erano morte, e dunque vanno buttate (apri
percio' le vongole chiuse sopra il lavabo, cosicche' la vongola
morta piena di putrida materia non abbia a cadere sopra le vongole
vive denudate, rovinando il tutto).
Ma 7 erano vive, eccome! Erano anzi le piu' vive, le piu' forti,
quelle che hanno resistito di piu' all'azione micidiale del calore
e che, al suo cessare, non avevano ancora del tutto allentato la
morsa tenace dei muscoli valvari: aprile dunque. Vedrai comparire
dinanzi ai tuoi acqui l'immagine plastica del significato della
parola "turgido". Non toccarla con le dita sacrileghe, questa no:
questa pappala subito, direttamente in bocca, meritato premio!
Sgusciate che tu le abbia, ponile nella bacinella insieme al
liquido privato nel frattempo della sua posa sabbiosa (non serve
filtrare, basta versare adagio, come si fa col vino, ed buttare
l'ultimo sabbioso goccio).
Nel frattempo il pentolone con l'acqua (che servira' poi a cuocere
la pasta) bolle gia', e tu lo salerai, e vi tufferai i 6 porri,
che avrai gia' mondato e lavato. Io li faccio scottare per 4
minuti: perdono quel retrogusto di "fieno", mantengono il gusto di
"porro", e puoi utilizzarne, una volta tolti dall'acqua e
riducendoli in rondelline di 3 millimetri, anche la parte che
comincia ad essere verdina, e non solo quella bianca-bianca-bianca.
Quel bel verdino che e' anche bello da vedere, alla fine.
Nel frattempo del frattempo, nel padellone in cui avrai scaldato
l'olio, soffrigge lentamente l'aglio schiacciato insieme al
peperoncino. Io tolgo aglio e peperoncino quando l'aglio ha
assunto in superficie colore e aspetto di una bella crosta di pane
dorata. Tolto l'aglio, aggiungo il porro, alzo la fiamma, aggiungo
le rondelline di porro, mescolo, aggiungo a filo (per eliminare
financo il piu' persistente e tignoso residuo di sabbia) il
liquido delle vongole, rimesto, incoperchio, e faccio andare per
10 minuti a fuoco super-basso, cosi' il porro si stufa, ma io no
:-) (e voi? siete ancora qui? non vi siete ancora stufati?).
Mentre il porro si stufa - peggio per lui - gli spaghettini
cuocciono. A cottura, scoperchio il padellone, alzo la fiamma, ci
tuffo le vongole (non stufate: sono pazienti, le vongole) e gli
spaghetti, e faccio saltare brevemente, finche' cio' che e'
liquido, emulsionando, diventi cremoso.
Attenzione adesso: fase cruciale, seguire scrupolosamente! Spento
il fuoco, prendere un pugno di prezzemolo appena tritato, pentirsi
di cio' che si sta per fare, e - sigh - metterlo in una tazzina in
congelatore.
Servire gli spaghettini porro e vongole SENZA prezzemolo.
Ci vuole moooolto meno a farla che a leggerla, naturalmente!
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